Il principe della notte
(La rosa rossa)
Quando la notte giunse,
il suo dolce visino
colmo di tenere lacrime,
stanco, abbassò le palpebre
ed il mondo dei sogni la rapì:
D’incanto si trovò seduta
su di una soffice nube bianca,
immersa in una grande valle celeste
dove piccoli angeli dai boccoli d’oro,
cantavano e suonavano in coro.
Le note, come per magia, ad una
ad una staccandosi dal pentagramma,
si libravano come aquiloni, volando
verso un orizzonte quasi invisibile,
che ben nascondeva una casa piccina.
Quel giorno, l’uscio stranamente s’aprì
ed un principe bello, dalla chioma
folta e bionda come il sole, ne uscì,
cavalcando maestoso il suo bianco
cavallo dalla lunga criniera.
Seguì nota dopo nota
la strada a ritroso,
fin là dov’erano gli angeli
e si presentò ad essa, con
un inchino degno d’una regina:
“Mia adorata piccina, eccomi a te,
il principe della notte è al tuo
cospetto, pronto a servirti.
Dimmi ora, qual è il tormento che
affligge i tuoi giorni sereni?”.
Ella, sbalordita spalancò gli occhi
ed ancora incredula dell’evento,
con la soffice e timida vocina
rispose, un po’ tremolante, nell’aggiustarsi
la variopinta festicciola, tutta ricamata:
“Se tu, sei il principe buono che
sempre ho sognato, a te voglio
confidare il mio segreto…
vorrei tanto guarire
da un male birichino.
Che a sentire di nascosto,
mammina bisbigliare con papino,
mi fa capire che infelice sarò
e che presto anch’io canterò
in coro, con gli angeli quassù.”
“Se tu, sei il principe buono che
sempre ho sognato, a te voglio
confidare il mio segreto…
vorrei tanto guarire
da un male birichino.
Che a sentire di nascosto,
mammina bisbigliare con papino,
mi fa capire che infelice sarò
e che presto anch’io canterò
in coro, con gli angeli quassù.”
Una lacrima al principe spuntò…
che decise d’intercedere per lei,
con il Signore dei sogni inrealizzati,
che tutto può, affinché il desiderio
di una graziosa creatura s’avveri.
Dopodiché, sali a cavallo
e prima di riprendere
il suo cammino, le disse,
nell’adagiarle fra le mani
sul coricino, una rosa rossa:
“Bimba mia, tienila stretta a te,
perché se sarà quel che sarà…
il tuo desiderio, realtà diverrà.”
Poi, pian piano si allontanò
fra gli aquiloni festanti.
All’alba, nel cortile, dei bimbi cantando
a voce alta, le interruppero il sonno…
ed ella, si risvegliò senza più pianto,
con le mani sul coricino… mentre
stringeva forte a sé, una rosa rossa.