Prefazione
La poesia di Paolo Visconti si esprime in maniera vissuta, con dolente umanità. Raccoglie la sintesi della sua esperienza di vita in un dettato che medita sul senso delle cose, sottolineando una profonda umanità che incide notevolmente su tutto il testo.
Una parte ampia della raccolta è dedicata all’amore, dove possiamo cogliere un dialogo armonioso ed un eco di malinconia soffuso in cui prevale il senso di precarietà delle cose ed una certa, intima riscoperta:
“Dietro una maschera
ho celato il mio volto
là dietro ho mascherato
i miei pensieri più nobili”.
E’ una poesia che è anche riflessione interiore, dove la visione del mondo è tutt’altro che scontata, come potrebbe, invece, apparire dalla semplicità del testo. Semmai, questo elemento ci dà un senso di dilatazione del tempo in cui le immagini descrittive tendono a permanere in un disegno di incombente ineluttabilità. Sono liriche improntate alla esaltazione sentimentale, con sfumature che si accompagnano al proporsi poetico, ispirate da un impeto interno di sentimenti che affiorano sotto l’urgenza di una forte sensibilità tradendo un senso di disagio esistenziale:
“Non chiedermi se dopo di te
saprò amare ancora qualcuna
sarebbe come chiedermi
di non far calare
le tenebre alla fine di questa giornata”.
C’è poi come un onda di ricordi e memorie, legate a fatti personali, a memorie ed illusioni, ad incanti e disincanti, che hanno una radice soggettiva che, talvolta, si traduce in rimpianto e lascia strascichi di intima sofferenza:
“Ignari della sorte
di un destino sconosciuto
e beffardo, libero di giocare
con la vita di chiunque”.
La memoria e lo scavo interiore, quindi, sono i punti focali di questa poesia, radicata quasi sempre in un contesto di sentimenti e annodati con i luoghi e i colori dell’anima. I versi filtrati da questo contesto si plasmano su sensazioni e sentimenti, mentre anche le piccole cose hanno un senso, affinchè ne resti memoria nel tempo e negli uomini. Sono poesie colloquiali dove comunicazione ed evocazione sono due archi distanti ma che si toccano e dove è presente anche la dimensione della fede insieme ad un richiamo appena percettibile che si fa penoso cammino di vita:
“Oggi, vent’anni dopo
sono ancora qui
a raccontare le emozioni
d’un povero cuore
da tempo divenuto poeta
per amore della libertà”.
Paolo Visconti, in un contesto lirico, semplice e riflessivo, annota una lirica ricca di umanità e carica di significati, caratterizzata da una idea della vita visualizzata in un costante cammino di riscoperte proiettate all’esterno, verso una quotidianità sofferta, con esiti abbastanza intensi. Una raccolta di poesie, quindi, che ha la piena coscienza del caos e delle contraddizioni e che fa affiorare dagli ingorghi interiori una molteplicità di contenuti che, seppure annotata con moduli semplici, esprime coerentemente il disagio del mondo contemporaneo.
Salvatore Fava
Musica di sottofondo: "Via col vento"
colonna sonora dell'omonimo film