Prefazione
La poesia di Paolo Visconti è tutta ispirata da una forte ansia d’amore. In questa raccolta il sentimento è vissuto con radicata convinzione, senza argini né confini, senza giustificazioni e, talvolta, senza pudore, nel senso che, pur di affermare una propria visione interiore, il poeta è capace di donarsi senza ammiccamenti, senza formali compromessi.
Visconti, analizza, in questa raccolta le sue inquietudini, i moti di rivolta verso il male, giacché egli vuole affermare solo il principio del bene, seppure con un linguaggio non ancora sufficientemente strutturato, ma colmo di una intenzionalità che lascia, in ogni caso, risaltare una enfasi personale che non può non avere valore di poesia. Quindi il sentimento come motivo di crescita, nel quale tutto trova una giustificazione compensativa dei propri disagi esistenziali e dà al contempo, la misura di una dimensione dell’amore vissuta, forse con eccessiva enfasi, ma con moto sinceramente sofferto.
Attraverso questa visione del quotidiano, apribile quindi solo con la chiave del sentimento, il poeta ci mostra le sue emozioni, che sono intense, anche nel ricordo che è sempre dolce e nel rimpianto, che non giunge mai con voce disperata, anzi, talvolta, si sdoda con sommessa contemplazione, con rassegnato dolore. L’amore, diventa così un colloquio tenero e lirico e riesce sempre a compensare un certo disagio espressionistico ed una parola, talvolta in schemi desueti.
(La maggior parte delle poesie raccolte in questo volume sono state scritte in età adolescenziale).
Quindi una poesia articolata tra sentimento e ragione che ci dona riflessioni come immagini di vita, dove non mancano considerazioni soggettive nella constatazione di un insopprimibile esigenza d’amore.
Salvatore Fava
Musica di sottofondo: "Romeo and Jiuliet"
colonna sonora dell'omonimo film