Mio padre

 

Ricordo, per mano

le lunghe passeggiate,

sempre a dialogare

e guai, se un amico

ti fermava.

Come cavallo

impazzito

via ti tiravo,

volevo averti

solo per me,

fonte inesauribile

d’insegnamenti.

Padre dolce e buono,

mai una mano

scagliata contro me,

mai una mano

negata nel bisogno.

Modello senza pari

per me resterai,

tu, che ricchezze

non possedevi,

in lascito m’hai donato

l’essenza profumata

della vita.

 

A te, che mi hai insegnato la vita...

 

NOTA:

Scritta nel 2000, oggi (2004) assume per l'autore

un significato ancor più particolare...

 

(Dalla raccolta "Libero di volare")